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La nostra storia

Il Campus internazionale di educazione alla Pace è l’iniziativa più innovativa proposta dall’Associazione Piccolo Principe e dalle Parrocchie del Quartiere capace di attivare la partecipazione di giovani cittadini, Scuole, Comune di Milano e di partner di altre realtà italiane ed estere soprattutto francesi e bosniache.

L’iniziativa nasceva con lo scopo di tematizzare l’integrazione fra giovani di culture e religioni differenti che abitano il quartiere anche attraverso esperienze di reale integrazione; e tuttavia, con il passare degli anni, oggetto di riflessione sono diventate tematiche legate ai Confini, alla Giustizia e al Perdono, alle paure e alle possibilità nascoste nella trama delle relazioni della città e infine alla periferia e al suo rapporto con il resto della città.

Il flusso migratorio nelle nostre città europee ed italiane, sempre più intenso da varie parti del mondo, obbliga la nostra cultura a ripensarsi includendo nuovi modelli e cioè nuovi modi di interpretare la vita, le relazioni, il proprio rapporto con la natura e con la religione e a ridisegnare una scala valoriale. Questa crisi sarà passaggio provvidenziale se partecipata in modo attivo dai cittadini e condotta esplicitamente verso la definizione di un modello antropologico nuovo; altrimenti rischia di trasformarsi in uno stallo pericoloso in cui possono maturare sentimenti di paura e alla lunga di odio, alimentati dall’ignoranza dell’altro, dalla diffidenza e dal pregiudizio reciproco, e anche da una certa disinformazione e da una miope demagogia politica.

In particolare i giovani, protagonisti fin da oggi di questo mutamento, e in modo assoluto del futuro, per essere sempre più cittadini attenti e responsabili devono essere educati a quei valori inviolabili della pace e della convivialità che sono elementi della nostra Tradizione, vere e proprie radici cristiane, presenti anche nella Costituzione Italiana e nel sogno di un’Europa Unita.

Il Campus internazionale di educazione alla Pace ha avuto l’ambizione di essere un’azione simbolica, un avvio di un processo di dialogo nel quartiere, un laboratorio di pace, fra giovani e adulti di diversa provenienza etnica e religiosa.

I edizione  23 - 31 agosto 2016

L'uomo e i confini

“Il difficile compito di creare le condizioni per una coabitazione, pacifica e vantaggiosa per tutti, di forme differenti di vita, viene scaricato su realtà locali (soprattutto urbane), che si trasformano, volenti o nolenti, in laboratori in cui si sperimentano, e alla fine si apprendono, i modi e i mezzi della coabitazione umana in un pianeta globalizzato. Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell’ arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità.” Da Nei confini si trovano le identita’ del Futuro, di Z. Bauman

II edizione - 13 - 19 febbraio 2017

La città: un bivio tra paura e possibilità

“Il difficile compito di creare le condizioni per una coabitazione, pacifica e vantaggiosa per tutti, di forme differenti di vita, viene scaricato su realtà locali (soprattutto urbane), che si trasformano, volenti o nolenti, in laboratori in cui si sperimentano, e alla fine si apprendono, i modi e i mezzi della coabitazione umana in un pianeta globalizzato. Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell’ arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità.” Da Nei confini si trovano le identita’ del Futuro, di Z. Bauman

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III edizione  17 - 24 febbraio 2018

La pace è la giustizia

Il campus, ormai giunto alla sua terza edizione, non è soltanto un’iniziativa culturale ma un vero e proprio laboratorio di integrazione e di convivenza multiculturale a cui parteciperanno giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni provenienti da Milano e da alcune città Italiane ed europee , ciascuno con la propria storia, la propria estrazione sociale, la propria appartenenza religiosa e culturale.L’iniziativa prevede che gli ospiti possano trovare accoglienza presso le famiglie del territorio che si rendono disponibili ad accoglierli. I pasti sono invece serviti presso l’oratorio di Maria Madre della Chiesa per tutti i partecipanti come momento privilegiato per l’aggregazione informale. Ogni partecipante lascerà in dono all’Ente organizzatore un libro possibilmente a tema e scritto nella lingua del paese di provenienza che andrà a costituire il patrimonio culturale del campus a beneficio dei ragazzi e dei giovani che frequentano l’oratorio della Parrocchia Maria madre della Chiesa. Un’equipe formata da due educatori e da due mediatori culturali/traduttori dell’agenzia Opitrad condurrà i partecipanti in un percorso di scoperta e di approfondimento sul tema: “La pace è giustizia” articolato nei sette giorni del Campus 

IV edizione - 10 - 15 febbraio 2019

De-centramento! Città e periferia oltre ogni confine esistenziale

La nostra periferia, come tutte le altre, soffre di alcuni mali già presenti nel pensiero che le ha sviluppate e rese agglomerati in cui si concentrano disagio e povertà; assieme però in essa si fa evidente una rara umanità che può consegnarsi come una profezia di futuro per l’intera città. Il campus della Pace, iniziativa di successo, avvio di un processo insperato di dialogo e di accoglienza, è giunta alla sua IV edizione. In essa vorremmo mettere a tema il bisogno che la periferia ha della città e che viceversa la città ha della periferia. La vera integrazione passa anche da qui! l titolo è “De-centramento! Città e periferia oltre ogni confine esistenziale“. 

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V edizione  16 - 22 febbraio 2019

Comunicare la pace

Da alcuni mesi in Italia, ma anche in altri paesi di Europa, assistiamo ad una repentina rinascita di estremismi e di nazionalismi suscitati e assecondati da una politica gretta e miope. L’Europa, con il suo assetto attuale e con il sogno dei padri fondatori che la rappresentavano come dimora di pace e dei diritti, oggi più che mai è a rischio di disgregazione, di balcanizzazione, attaccata violentemente da più parti.

La rigida chiusura delle frontiere e l’inabissarsi di ogni prospettiva politica ed economica di accoglienza offende la dignità di uomini e donne e minori che si sono messi in cammino per un futuro migliore. Ma a rischio c’è soprattutto anche l’integrazione dei nuovi cittadini europei e delle seconde generazioni. La percezione che si ha comunemente di loro non è di risorsa ma di problema; all’impoverimento dei loro diritti e alla loro difficile emancipazione sociale corrisponderà presto o tardi l’identica violazione diffusa anche nelle fasce più deboli della nostra società. È in atto una guerra fra poveri incapaci di comprendere i problemi sociali più veri e incapaci di creare alleanza per comuni diritti e sviluppo.

VI edizione - 2020
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